Ciao ciao Novembre.
Dato il grigiore stantio e la routine opprimente
anche i giorni sono stanchi di rincorrermi.
Il sonno mi schiaccia la faccia sul cuscino e mi avvolge di incubi precoci.
E alla fine te ne vai anche tu,
vomitando silenziosamente parole di giustifica.
Lo scirocco precede lampi e tuoni,nuvole e pioggia,
insostenibili alluvioni di case,parchi,strade e vite.
La mano tesa sul finestrino,
il parabrezza bagnato.
Le tue mani sono salde sul volante,mentre
mi lanci occhiate brevi e forzatamente determinate.
E una montatura nera,più nera del bollettino meteo.
Si prevedono altre alluvioni,ma non preoccuparti.
Dalla tua stanza vedi il cemento e lo smog padano,
Le vene e le arterie,il sistema circolatorio.
Arriverà una nuova Domenica.
Riposerai i tuoi polsi stanchi,
sfiorando labbra paesane alleverai i tuoi malumori istantanei,
e cingerai i fianchi di una nuova premessa.
Non temere,la tv dice che nevicherà.
E avrai la netta sensazione
che qualcosa
è inevitabile perderlo ogni giorno.
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