Voglio un vestito verde
,un biglietto aereo per l'islanda,un pensatoio,una giacca a vento,un aranciata con i semi,rivoglio indietro i miei capelli lunghi,i miei peluche,gli occhiali vecchi,un prato,l'altalena e gli strappi all'ombelico,i sandwich alla marmellata con tanto burro,un golf ingrigito,i piedi sul fuoco,i cd di bob dylan,tutte le stazioni del mondo e le autostrade del nord,voglio bruciare i treni,partire in terza,saper parcheggiare come mio papà.Un ombrello nuovo,un capello nero,un venerdì, Voglio non dimenticare, rivivere mille volte un sorriso,scarabocchiare gli appunti, rubare il piumone, parlare a vanvera mentre la gente finge di ascoltare. Ammazzo i minuti,i lunedì,odio i tirocini in ospedale e le lezioni di informatica. Vivo di sigarette annoiate e caffè zuccherato.Disprezzo le tematiche,i discorsi sul tempo,la grammatica inglese.Gli autobus vuoti mi mettono ansia,i vecchi e le analisi del sangue ancor di più.L'odore delle cliniche,la coda alle poste e le borse della spesa troppo gonfie mi danno sui nervi,e le scarpe a righe mi annoiano la vista.Il natale già alle porte,le insegne luminose,le offerte 3 per due e i cani da adottare,una tristezza imbarazzante.Cammino e mi guardo le scarpe,hanno due lacci diversi e non me ne sono accorta.Penso alla mia presuntuosità.ai miei prepotenti vorrei, alle mie dinamiche di pensiero che si intrecciano,si trasformano,sfrecciano veloci in un futuro ipotetico.Poi il patetico azzeramento dei perchè,una sconosciuta volubilità linguistica,un insolito intorpidimento dei menischi.La mente,non più fine a se stessa,termina di vomitare pensieri senza nesso di logica.
Basta un bagliore azzurro
e tutto questo non esiste più nel giro di
3..
2..
1..
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