martedì 13 dicembre 2011

Una storia che non sa come finire.

Di notte l'unica luce a bordo era quella della Timoniera illuminante i volti dei timonieri: tutto il resto era immerso nel buio.

Procedendo lentamente, con le mani dietro alla schiena ed il viso rivolto verso il legno scuro del ponte il giovane mozzo misurava lentamente i suoi passi, uno ad uno.

Era la prima volta che il comandante, una volta mandato in sottocoperta i Timonieri, aveva deciso che quella notte il turno di guardia sarebbe toccato proprio a Joe, adolescente dinoccolato con le gambe da uccellaccio e dalla vacillante corporatura.

Ogni volta che il capitano chiamava a raccolta i suoi uomini il primo ad arrivare era sempre Joe, schiena curva ed occhi bassi; non c'era nulla da fare.

Quando il capitano ordinava di stare sull'attenti, Joe in risposta si infilava un dito nel naso e fissava ancor più intensamente il legno scuro del ponte.

Che joe c'avesse qualche rotella fuori posto era chiaro a tutti.

E ora Joe lo svitato, a cui toccava il turno di notte, si aggirava titubante, disegnando con i propri passi il perimetro della nave, controllando le vele e le scalette e babordo e tribordo e le casse, chissà mai che qualcuno provasse a salire e a rubarci tutto il rhum sotto il naso.

Forse il buio stesso avrebbe chiamato a raccolta ogni suo lungo tentacolo e avrebbe avvolto la barca in una morsa di tenebra. Joe rabbrividì da capo ai piedoni all' idea, e penso' che poteva essere una bella idea stringersi al petto la lanterna. Così la luce non sarebbe scappata fuori e sarebbe rimasta con lui.

La fiamma era prematura e tremolante, mentre il buio si mostrava antico ed immobile al fronte delle paure di Joe.

Il lontano riposo notturno dei marinai arrivava talvolta a colpire l'immaginazione di Joe. Un mestoso impiego di suoni reputati ai concerti notturni apparivano cori infernali e chi fischiava dal naso era sicuramente una nave nemica in arrivo. Joe si strinse forte al petto la lanterna quando, lontano e sommesso, gli giunse un canto baritonale accompagnato da versi rauchi. Preso dalla paura, Joe cominciò a tremare, E poi successe l'impensabile.La fiamma se ne andò, per un soffio di vento.

Si dissolse con tutta la facilità del mondo e portò il calore e il respiro regolare di Joe con sé.

Qualcuno aveva sicuramente spento la lanterna, e lui non sapeva chi fosse stato.

Ma Joe era sicuro che presto se ne sarebbero accorti, perchè una luce che si spegne fa rumore, la solitudine pesa e porta il suono cupo di mille tuoni.

Le tenebre avvolsero completamente Joe che ,senza sapere cosa fare, si raggomitolò vicino alla timoniera, aspettando che qualcuno si accorgesse che la luce non brillava più e che presto il buio li avrebbe circondati tutti e fatti prigionieri.


La mattina Percey si alzò di buon ora.Il comandante aveva ordinato una pulizia straordinaria per la visita del Commendato Robinson, il pomeriggio stesso.

Sbuffando P. prese il suo secchio e comincio a strofinare con vigore ogni singola asse, maledicendo la salsedine e la puzza di alghe.

Il suo straccio setacciava con fastidio il pavimento, urtando corde e barili vuoti. Spinse con insolito vigore lo straccio, e si accorse che da dietro la cassa spuntava qualcosa di inconvenzionale.

Si strofinò con forza gli occhi, in fondo erano solo le 5.

Non era una botte.

Era Joe lo svitato, che stringeva al petto la lanterna.

E Allora? Joe era morto? era vivo? echissenefrega?

Se pensate che sia ancora vivo la storia perde il suo fascino,.

Se pensate che sia morto siete davvero fatalisti. ed io la storia come la continuo?

1 commento:

q ha detto...

:D ma chi se ne frega come finisce... hai scritto:
"Ma Joe era sicuro che presto se ne sarebbero accorti, perchè una luce che si spegne fa rumore, la solitudine pesa e porta il suono cupo di mille tuoni."

!!!:D pubblicali anche di la, tutti!:D