sabato 24 dicembre 2011

Non vi allontanerete troppo

K. salì sul ponte. Era una tranquilla serata asteroidiana, Phobos e Deimos scorrevano lentamente, grossi e sgraziati rispetto alle stelle più lontane.

K. sorseggiava del Gjork, e osservava la galassia numero 2. Sogghignando.Il suo sguardo incontrava la superficie della Terra, obsoleto pianeta che si impegnava ad inviare sonde inefficienti ogni anno in giro per la Galassia.

-Solo qualche minuscola traccia di H2 0, sul pianeta Rosso- Confermano le sonde di ritorno sul vecchio pianeta.

- E se no come potrei permettermi dell' ottimo Gjork?- pensava K.

-Umani indietro di anni luce, forse addirittura di eoni.

Nella loro piccolezza inseguono il sogno di poter un giorno esplorare la galassia e forse anche l'universo. Dovrebbero limitarsi alla letteratura, l'unica cosa che riesce loro bene.-

La navetta era pronta. Le cariche di idrogeno sufficenti per un viaggio di andata e di ritorno. Circa 40 anni luce.

K. radunò l'equipaggio sul ponte. Schiarì i pensieri.

- Dovete essere pronti, soldati di Gork.

Gli umani sono diversi da noi. Limitiamoci a controllare il flusso di pensieri. Estorcete loro il segreto dell'universo, se lo trovate.

Non possiamo permettere che la loro ricerca scientifica avanzi e che la razza umana divenga una minaccia per il resto dell'universo. -

Il pianeta terra era conosciuto come uno dei più bellici e autodistruttivi che esistesse nell' universo. Era monitorato dal consiglio delle 5 galassie unite.

Gli umani avevano scoperto più del 70% delle risorse energetiche di cui il loro pianeta era gravido, utilizzandole per scopi poco chiari, tralasciando la salute dell' ecosistema più raro che fosse mai stato generato dall' esplosione di una stella.

Il consiglio supremo rabbrividiva pensando cosa avrebbero potuto fare dell'universo una volta ridotto a pezzi la terra. Il comportamento umano andava strettamente monitorato.

Le 5 galassie unite avevano incaricato le truppe del pianeta Gorx, abili manipolatori di Pensiero, che avrebbero dovuto confondersi alla popolazione autoctona.

K. era ancora giovane, il suo sangue verde e forte.

Era stato il primo a tentare una convivenza con gli umani. Si era sforzato per almeno mezzo anno luce di trovare una spiegazione logica ai contorti nessi che attraversavano il lobo parietale umano, così tenero. Il loro cranio sembrava pronto da un momento all' altro alla frattura.

In mezzo alla folla delle città i pensieri che riusciva a captare erano di rilevanza superflua.

Spesso lo confondeva il ciarlare delle femmine -che poi, a cosa servono le femmine, se non a prolificare?- ed il pensiero sommesso di qualche uomo stretto in abito grigio e attaccato ad un apparecchio che funzionava tramite onde magnetiche.

La massima realizzazione per un maschio Gorxiano era finire il servizio militare ed occuparsi delle coltivazioni della pianta di Gjork. Ogni 8 anni era obbligatorio fecondare una Gorxiana con le orecchie sufficentemente a punta. Il nuovo soldato che nasceva doveva avere orecchie virili e lunghe.

L'accoppiamento era un dovere morale, volto a far proliferare la specie in modo robusto e controllato.

Gli umani erano strani.Si riproducevano in maniera irregolare e continua, come se ce ne fosse un bisogno costante.

Scariche energetiche attraversavano i loro corpi e li attraevano come ioni gemelli.

Legati l'uno all' altro dalla punta delle orecchie fino all'ultima falange del piede ,si fissavano nelle iridi come se captassero delle importanti informazioni di comando.

Depositi prolifici di informazione che quando legavano i fili conduttori dei loro pensieri con un essere dell' altro sesso diventavano inutili.

Le meningi unite da un unico filante pensiero impedivano un contatto diretto, intralciavano il compito dei Gorxiani.

K. portava un ricordo nella mente. Si accinse ad aprirlo e soffiarlo fuori, a disposizione dei molti soldati che gli erano di fronte.

Una femmina umana di razza europea fissava incuriosita le sue orecchie a punta, cercando di legare un pensiero al suo, quasi fosse un umano.

-Stupido individuo- pensò- se gli umani sono tutti come te, non correte il rischio di allontanarvi troppo da questo pianeta decadente".


1 commento:

q ha detto...

Fico! leggilo in Atelierro!